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Doccia fredda della banca d'Italia sul governo: crescita allo 0,6 nel 2019

18/01/2019
L'Italia è tecnicamnete in recessione

Alla fine aveva ragione Goldman Sachs, la banca che qualche settimana fa aveva pronosticato un tasso di crescita per l’Italia dello 0,6% per il 2019. Oggi la conferma è arrivata dai dati contenuti nel bollettino economico della Banca d’Italia (allegato in fondo all'articolo). E’ certamente stato un brutto risveglio dopo la serata di ieri, in cui il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e i due Vice Premier, Matteo Salvini e Luigi DI Maio avevano presentato le slide sul “Reddito di Cittadinanza” e sulla riforma della Fornero, l’ormai famigerata “quota 100”. Una presentazione senza testi dei provvedimenti che,  a quanto pare, dovrebbero arrivare la settimana prossima. Piena di dettagli, però: dai limiti imposti sulla base dell’Isee, agli acquisti consentiti, alla disponibilità di accettare lavori. Fino al sostegno per chi è in affitto o per chi ha dei portatori di handicap all’interno del nucleo famigliare. Di Maio ha presentato la “Card Rdc” con cui prelevare fino a 100 euro al giorno, ma ha spiegato “chi non li spenderà li perderà”. “Perché il reddito è una misura anche per aiutare commercianti e piccoli negozi”, ha sottolineato. All’Inps spetterà il compito di controllare la veridicità dei dati forniti.
Visto che anche per “quota 100”, i pensionamenti anticipati a 62 anni di età e 38 di contributi, è scattata la clausola di salvaguardia, la Ragioneria generale dello Stato ha preteso l’introduzione di un articolo per il monitoraggio della spesa e il pronto intervento del governo nel caso in cui si delineino uscite superiori alle disponibilità stanziate (per “quota 100” pari a 3,9 miliardi nel 2019). Insomma, in caso servissero maggiori risorse, quindi, si dovrebbe provvedere tagliando altri capitoli di spesa del ministero del Lavoro oppure con una nuova manovra. Secondo l’esecutivo non ci sarà bisogno di attivare la clausola perché le pensioni non saranno di più di quelle previste.
Tornando a quanto diffuso oggi dalla Banca d’Italia nel bollettino viene descritto il quadro complessivo in cui si trova l’economia italiana, partendo dal peggioramento delle prospettive del commercio mondiale “dopo il rallentamento nella prima parte dello scorso anno”. Nella sintesi del bollettino si legge: “Le incertezze sul quadro congiunturale hanno avuto ripercussioni sui mercati finanziari internazionali, con una flessione dei rendimenti a lungo termine e la caduta dei corsi azionari. Sulle prospettive globali gravano i rischi relativi a un esito negativo del negoziato commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, al possibile riacutizzarsi delle tensioni finanziarie nei paesi emergenti e alle modalità con le quali avrà luogo la Brexit”.
L’analisi del quadro congiunturale e tendenziale prosegue soffermandosi sia sulle intenzioni della Bce sulle politiche monetarie, sia sul rallentamento dell’attività produttiva in Italia, fino alla prospettive di crescita che ci attendono. “La proiezione centrale della crescita del PIL – si legge nel bollettino - è pari allo 0,6 per cento quest’anno, 0,4 punti in meno rispetto a quanto valutato in precedenza. Alla revisione concorrono: dati più sfavorevoli sull’attività economica osservati nell’ultima parte del 2018, che hanno ridotto la crescita già acquisita per la media di quest’anno di 0,2 punti; il ridimensionamento dei piani di investimento delle imprese che risulta dagli ultimi sondaggi; le prospettive di rallentamento del commercio mondiale. Sono invece moderatamente positivi gli effetti sulla crescita dell’accordo raggiunto dal Governo con la Commissione europea: l’impatto favorevole della diminuzione dei tassi di interesse a lungo termine compensa ampiamente quello degli interventi correttivi apportati alla manovra. Le proiezioni centrali della crescita nel 2020 e nel 2021 sono dello 0,9 e dell’1,0 per cento, rispettivamente”. Se queste previsioni dovessero avverarsi l’Italia, secondo alcune stime, arriverebbe ad avere un disavanzo vicino al 3%. Insomma il sistema Italia sta rischiando molto.
Non è in discussione la ratio di misure come il “Reddito di cittadinanza” e “quota100” volte ad allenire le sofferenze delle famiglie italiane più deboli. Ma le modalità con cui questo obiettivo è stato perseguito. Sarebbe stato molto più efficace elaborare un grande piano di investimenti per la messa in sicurezza dei nostri territori e per la modernizzazione infrastrutturale dell’Italia. Su questo sito abbiamo più volte scritto che tipo di interventi servirebbero al nostro Paese per renderlo più giusto, più equo e più moderno. Adesso il tempo scorre. Ma non è mai troppo tardi per cambiare rotta.

 

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