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Pil: Visco, "Politiche sbagliate sono nostro handicap"

13/01/2019
Noi sempre peggio degli altri

Intervista all'Adnkronos rilasciata dal Presidente del Nens Vincenzo Visco.

"Se l'economia cresce noi cresciamo meno degli altri; se l'economia non va, noi andiamo peggio degli altri. Purtroppo, noi ci troviamo con questo handicap tradizionale". Un handicap storico, frutto di "disastri" fatti in passato e problemi strutturali "mai risolti". E "ora è ancora peggio". E' questa la condizione di debolezza in cui l'Italia si troverebbe ad affrontare una nuova eventuale recessione. Mentre spirano venti di una nuova crisi, dopo i dati sulla produzione industriale, a tratteggiarla all'Adnkronos, è Vincenzo Visco, l'ex ministro delle Finanze e del Tesoro dei governi guidati da Romano Prodi.

I numeri parlano chiaro: "la previsione di crescita per il 2019 del Governo era dell'1,5%, poi corretta all'1% e, ora, probabilmente, si ridurrà ancora allo 0,5%", sottolinea Visco. In questo contesto, pesano fattori internazionali a cominciare dal rallentamento della locomotiva tedesca. "La Germania ci danneggia molto per il ruolo dell'Italia di subfornitore per il settore dell'auto, non avendo noi più un'impresa nazionale". In un'economia globalizzata, pesa anche il problema dei dazi "anche se direi su questo c'è anche molta propaganda". Ma, soprattutto, per Visco, l'elemento più preoccupante è "l'incertezza politica in tutto il mondo". "In Europa - dice- vediamo la rinascita di nazionalismi. E' una situazione molto pericolosa, molto preoccupante, con una radicalizzazione delle classi medie che ci riporta agli anni '30 del secolo scorso per l'Europa, e agli anni '20 per l'Italia".

"Ma al di là del contingente, l'Italia sconta le conseguenze di 20 anni di scelte inadeguate. A parte l'eccezione del Governo Prodi, sono state sbagliate - denuncia Visco - tutte le politiche da Berlusconi a Renzi. Si pensava che potesse bastare abbassare le tasse ed elargire bonus, senza avviare una politica di investimenti e di profonda riorganizzazione industriale". "Ora la situazione è ancora peggio", afferma l'ex ministro che commenta anche le ultime dichiarazioni del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, secondo il quale un modo per scongiurare il rischio di recessione è l'aiuto alle fasce deboli della popolazione. Per Visco, con il reddito di cittadinanza ha scelto una strada sbagliata: "andava completato il finanziamento del Rei. Si poteva lavorare su quello per estenderlo e arrivare a 500 euro. Andando sopra questa cifra, il rischio è quello di disincentivare il lavoro". L'agenda delle priorità, secondo Visco, vede, tra gli altri, "investimenti pubblici per riorganizzare il Paese su alcune filiere". "C'è il filone del risparmio energetico che porta una modernizzazione dell'industria edilizia. Sono dieci anni che si hanno progetti ma non si fa nulla".

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