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L’Europa in crisi tra dazi e populismi

Non è un mistero che per molti operatori economici ma anche per numerosi attori politici il futuro dell’Europa sia avvolto in una nube imperscrutabile. E martedì 19 giugno, e non sarà certo l’ultima volta, si è assistito a due esempi di questo stato di incertezza in cui è piombato il vecchio continente.

Come ridurre l'evasione fiscale

Il contrasto all’evasione fiscale è uno dei temi meno trattati nell’attuale fase politica. La cosa non sorprende in un Paese con un’evasione di massa valutabile in 8 punti di Pil, il 20% delle entrate fiscali e il 30% di quelle tributarie.

Bce: Verso la fine del Qe

La Banca centrale europea ha indicato ieri la tabella di marcia verso la fine del Quantitative easing dopo "un'attenta valutazione dei progressi fatti" la cui conclusione è che l'aggiustamento dell'inflazione verso l'obiettivo è "sostanziale".

Istat: “Misure del Benessere equo e solidale dei territori”, aumenta il divario tra Nord e Sud

Il divario tra Nord e Sud si amplia ancora. Lo rende noto l’Istat, pubblicando “Misure del benessere equo e sostenibile dei territori”. "Al Nord – si legge nella nota per la Stampa -, nel 2016 il reddito medio di un lavoratore dipendente è stato di circa 24.400 euro contro i 16.100 euro di un lavoratore del Mezzogiorno", con "una differenza di oltre 8mila euro annui".

Flat Tax e Evasione

I sostenitori della Flat Tax ritengono che essa avrebbe l’effetto di ridurre l’evasione fiscale. Infatti - si dice - se l’aliquota più elevata scendesse dal 43% attuale al 20%, la convenienza ad evadere si ridurrebbe drasticamente (di ben 23 punti percentuali). Le cose tuttavia sembrano stare diversamente.

L'Italia rallenta.

I dati dell’IstaT sulla produzione industriale pubblicati lunedì 11 giugno portano il segno meno su base trimestrale. Più esattamente -1,2 per cento rispetto a marzo 2018. Nel comunicato stampa diffuso si legge che, “l’indice destagionalizzato mensile mostra una crescita congiunturale solo nel comparto dei beni strumentali +0,7 per cento; diminuiscono invece tutti gli altri raggruppamenti: energia -4,8% per cento, beni di consumo -1,3 per cento e beni intermedi -1,1 per cento”.

Economia: Ciocca, “Il nuovo governo è la vera incognita”

Pierluigi Ciocca, per 40 anni in Banca d’Italia, spiega che più dello spread conta il tasso di interesse sul debito pubblico e che il nostro rapporto deficit Pil non è poi così drammatico come testimoniano i dati del Fondo monetario internazionale. Proseguendo su quanto fatto finora si potrebbe ridurre progressivamente il debito.  Ma per ottenere risultati positivi occorrerebbero buoni investimenti pubblici e una seria lotta all’evasione. Ora però c’è l’incognita del nuovo governo.

Le colpe della Germania

"Per due volte nel XX secolo la Germania con mezzi militari ha distrutto se stessa e l'ordine europeo. Poi ha convinto l'Occidente di averne tratto le giuste lezioni: solo abbracciando pienamente l'integrazione d'Europa abbiamo conquistato il consenso alla nostra riunificazione. Sarebbe una tragica ironia se la Germania unita, con mezzi pacifici e le migliori intenzioni, causasse la distruzione dell'ordine europeo una terza volta. Eppure il rischio è proprio questo"

Bastano due aliquote al 4 e al 18,5% si eviterebbero 5 miliardi di evasione.

Nelle Considerazioni finali del 29 maggio scorso è contenuto il suggerimento di non avere «pregiudizi nei confronti dell'aumento delle imposte meno distorsive». Questa affermazione è stata interpretata, correttamente, come un'indicazione a favore di un intervento sull'Iva anche attivando le clausole di salvaguardia.

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